Lo sguardo curioso e attento che filiali e sede hanno riservato al loro territorio in questo primo semestre dell’anno, ha generato un interessante itinerario tra realtà nuove e già conosciute nel tempo, testimoniando l’importanza condivisa dell’unione per fare la differenza.
Siamo potuti entrare, in provincia di Brescia e Roma, in due centri estivi per bambini e adolescenti con disabilità che offrono laboratori creativo-espressivo, artistico-manuale, narrazioni animate e musicoterapia, funzionali all’apprendimento di autonomie personali Oltre ad essi anche in uno speciale cre rivolto ad over 70 per contrastare la solitudine, promuovere la socializzazione e l’aggregazione.
Nel veronese abbiamo raggiunto un’iniziativa di orticoltura sul tema del Dopo di noi, dove giovani con disabilità, al termine del loro percorso scolastico, sperimentano abilità e maturano conoscenze in un contesto protetto a contatto con la natura, i suoi tempi e le magie che possono nascere tra semina e raccolto.
Siamo passati per una vecchia mulattiera, il cui terreno è stato sistemato da un gruppo di volontari che sarà fruibile anche alle persone con disabilità, grazie ad una carrozzina 4×4 che sarà messa a disposizione gratuitamente delle famiglie che riceveranno anche un corso di formazione per un suo utilizzo in sicurezza.
Abbiamo incontrato un’associazione bergamasca che sta lavorando per un gruppo di supporto rivolto ai fratelli e alle sorelle di bimbi con disabilità, perché possano dare voce ai propri bisogni, vissuti, emozioni, paure, confrontarsi tra pari, trovare risorse per vivere il loro ruolo ed eccoci poi mettere piede in palestre dove si praticano sport inclusivi, dalla pallavolo al rugby passando per il karate.