I primi sono arrivati attraverso un sondaggio: era il 2016 e presentando quello che ai tempi era un progetto su carta, abbiamo chiesto a tutti i dipendenti di segnalarci colleghi che per creatività, propositività, carisma, potessero avviare l’impresa. Era una piccola stanza e ci stavamo tutti.
Alcuni anni dopo, abbiamo pensato che quello spirito che animava e anima la proposta – essere un ponte tra dentro e fuori l’Azienda – dovesse avere una concretizzazione territoriale, cioè che tutte le sedi fossero rappresentate. E così l’aula ha cominciato a connettersi con i più lontani.
L’incontro di qualche settimana fa si è aperto con un messaggio di benvenuto: alcuni colleghi e colleghe si sono candidati per dare una mano e così oggi il Gruppo Ambassador Community ha superato i trenta componenti. Lo schermo si è popolato di finestre affollate.
La Community è oggi l’iniziativa sociale della nostra Azienda. “Fare del bene è sempre positivo. La possibilità di essere protagonisti e farlo in prima persona contando sulla forza del gruppo è un’opportunità di crescita personale rara”. (B. Sottocornola)
Chi sono gli Ambassador? Risorse rappresentanti la Community, aggregatrici di colleghi sul tema, facilitatrici della sua conoscenza come di segnalazioni, di realtà non profit che potrebbero, con noi, costruire risposte concrete a bisogni, progetti e desideri di quanti convivono con disabilità, fragilità solitudine. Squadra che partecipa, vince!