Se l’esercizio fosse associare una parola alla Community, probabilmente quella che verrebbe più volte citata sarebbe partecipazione, partecipare e le forme da lei assunte, sarebbero le più disparate: un biglietto scritto a mano con un numero di telefono della persona a cui rivolgersi per avere prime informazioni; la forma del “ho letto un po’ il sito internet e il materiale che ci hanno inviato” o del “sono stato contattato da questa volontaria sono rimasto colpito dalle sue parole e dalla sua dedizione”.
E’ la forma delle finestre che si riempiono di volti curiosi negli incontri on line di queste settimane: da un lato, un componente del Gruppo Ambassador Community e qualche collega, che dopo aver fatto le prove di video e audio, ripercorrono il percorso della segnalazione che ci ha portati qui come i fogli in cui hanno sottolineato o preso appunti e si dividono, un po’ agitati, le possibili domande; dall’altro, il rappresentante dell’ente non profit che dopo aver ricevuto una email che introduce e presenta la Community e la data dell’appuntamento, passa qualche secondo a scrutare i suoi interlocutori, per poi procedere spedito in un racconto delle proprie attività, delle persone a cui rivolgono, dei problemi che incontrano. Di silenzi neanche l’ombra: i sorrisi divengono piacevolmente rumorosi e le voci ogni tanto si sovrappongono, semplicemente per la voglia di conoscersi.
E’ la forma dell’attesa, qualche volta anche impaziente, di un messaggio che dica: “ecco, dopo avervi incontrato, ci piacerebbe mettere insieme le nostre forze con quelle di Telmotor, per questo progetto”. E’ la forma della condivisione d’orizzonte, con i colleghi del progetto potremmo realizzare.