Ne abbiamo parlato per la prima volta in una convention aziendale di qualche anno fa: “Tra gli scopi della nostra Azienda crediamo non possa non esserci anche quello di contribuire a generare e diffondere valore sociale. Se i risultati che abbiamo raggiunto sono stati possibili perché ognuno di voi, ogni dipendente ha creduto per primo, in Telmotor, siamo convinti oggi, che il nostro lavoro insieme possa e debba contribuire alla crescita della nostra comunità, al miglioramento del territorio in cui operiamo, alla realizzazione di buoni progetti”.
Dando vita alla Community, Telmotor ha voluto seguire l’esempio del suo fondatore da sempre impegnato nella solidarietà, nella disponibilità verso l’altro in difficoltà, chiamando a raccolta tutti i collaboratori, per moltiplicare azione ed effetto. Hai presente il mattoncino del lego, ci siamo detti in una prima riunione: preso singolarmente, quasi ci si domanda che fare, mentre insieme agli altri può diventare casa, aereo, castello, città. Da solo è poco, nella somma con gli altri, diviene strada che porta avanti: un orizzonte che si avvicina.
Lo sviluppo dell’idea è stato affidato ad un processo bottom-up: abbiamo invitato i dipendenti a segnalare quei valori aziendali che ritenessero qui particolarmente strategici, a indicare gli ambiti sociali verso i quali avrebbero voluto indirizzarsi e a candidare colleghi che in base alla loro conoscenza, potessero costituire un team dedicato. E così, da lì sono emersi: il Gruppo Ambassador Community; l’importanza del valore del merito di squadra come dell’ascolto, dell’affidabilità e tempestività di risposta; le tematiche della disabilità e malattia nel mondo dell’infanzia, del dopo di noi e della fragilità che coinvolge la terza e quarta età, l’indicazione a prediligere piccole realtà locali.