Quando Renata prende la parola, i volti che popolano le finestre sullo schermo, si fanno d’un tratto seri, silenziosi: ci sono storie che non sembrano poter popolare i chilometri a noi più prossimi. In questo giovedì di fine ottobre, il giro della Community – dopo Cernusco, Roma e Lecco – arriva alla filiale di Saronno, legata all’Associazione Alberio, impegnata a favore di mamme con bambino che stanno attraversando, situazioni di vulnerabilità, fragilità, difficoltà. L’obiettivo è offrire loro un posto sicuro, una Casa confortevole, luogo privilegiato di quella cura che cura la mente, l’anima e il corpo, consentendo, alla mamma, di trovare/ritrovare tutte quelle capacità e opportunità funzionali a recuperare un’autonomia di vita e al piccolo, di sanare relazioni difficili e complesse e così far crescere la fiducia verso il mondo esterno.
“Di solito bussano alla porta dell’Associazione i Servizi Sociali, il Tribunale dei Minori la Procura…loro bussano con la richiesta di accogliere bambini e mamme con i propri bimbi, che si trovano in situazioni di fragilità e vulnerabilità … In un giorno di primavera però, quando i fiori cominciano a sbocciare, il cielo è terso e l’aria frizzantina, chi bussa alla nostra porta sono nuovi Amici. Vogliamo conoscervi, cosa serve, di che cosa avete bisogno?
Un’ondata di persone, professionisti giovani e motivati – raccontano Renata, Mara e Samanta – che oltre al proprio lavoro e alle proprie relazioni personali, mostra interesse per chi ne ha più bisogno. Persone, tante, che sanno andare oltre ogni pregiudizio, vanno oltre alle apparenze, chiedono di rimboccarsi le maniche per i nostri bambini e le nostre famiglie. Accade così, come un ciliegio che si schiude naturalmente, altrettanto spontaneo arriva il vostro sostegno, una meraviglia”.
Sperando di poter accogliere presto gli inviti delle Associazioni a vedere le loro realtà, da settembre ci saranno nuove tappe del Giro della Community: passeremo da Bergamo, Lecco, Cernusco e Roma, per conoscere i progetti, le attività che si stanno realizzando sul territorio grazie al sostegno delle filiali. Come la scuola in pigiama che garantisce il diritto allo studio anche a bambini e ragazzi che per ragioni di salute non possono frequentare la scuola e devono essere ricoverati per lunghi periodi in ospedale; come il sostegno a nuclei mono-genitoriali mamma bambino che vivono in situazioni di vulnerabilità e difficoltà, con bisogno di accoglienza e inserimento lavorativo; o come la possibilità di fare sport o meglio di riprendere a fare sport per chi convive con una disabilità, perché se è vero che lo sport è un valore per tutti gli individui, “aiuta le persone diversamente abili a fare tante esperienze che aiutano ad uscire dall’isolamento, a sentirsi dentro una comunità che li circonda, superando paure e pregiudizi”.