Primo consiglio… “lavorare assieme … Non si lavora da soli: si lavora con altri…E vengono le idee.
Uno butta lì una cosa, magari neanche interessante, ma è un barlume. Un altro la riprende aggiungendo un dettaglio, un altro ancora precisa un particolare… Una partita di ping-pong… Così l’idea cresce. Insieme. Non è un principio “moralistico”: è una questione vitale di metodo, praticità, efficienza. Perché vanno messe insieme tante competenze. …
secondo consiglio: «Non mollare. Certe volte un progetto fatica ad andare in porto… Questo disegno vi dice quanto dovete studiare per prepararvi. È la testa di una trave. L’abbiamo fatta a mano: non c’erano i computer, ancora. Per questo solo progetto, facemmo 10 mila disegni. Diecimila. Adesso li fa il computer ma non cambia niente. È la testa che ci vuole per disegnare. …
Per questo dovete studiare. O sarete sempre in balìa di quelli che dicono “impossibile”. Mai mollare! Purché sappiate mettervi in ascolto. Questo è il terzo consiglio: sapere ascoltare. … L’ascolto è un’arte umile che va percorsa. I luoghi vanno “ascoltati”. Perché ognuno ha una storia. E devi conoscerla». (Lezioni di Piano: «La tecnica, l’etica» – Intervista a Renzo Piano di Gian Antonio Stella)
E così dal 2016 – anno in cui abbiamo cominciato a parlare di Community – sono più di centrotrenta gli enti non profit che abbiamo incontrato: quell’idea di guardare al nostro territorio, di mettersi a disposizione di chi quotidianamente cerca la quadra del cerchio, di fare la nostra parte, si è diffusa di filiale in filiale.
Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo collaborato “attorno” a Cernusco sul Naviglio con WHEELCHAIR KARTING che offre la possibilità a giovani e meno giovani con disabilità, salire a bordo di un kart e correre in pista; a Padova con ARTISMO che consente a ragazzi autistici di sperimentarsi nell’ambito della stampa d’arte, disegno e pittura; a Bergamo con la Cooperativa SER.e N.A. per l’attivazione di un junior lab, rivolto a pre-adolescenti con disabilità complessa e ai loro genitori, così che entrambi imparino a fidarsi dell’Altro.
L’idea cresce, insieme. Per un verso, perché la Community si sviluppa grazie alle segnalazioni interne provenienti dalle diverse filiali; dall’altro perché il nostro sostegno vuole essere un seme, un accompagnamento alle Associazioni affinché si strutturino sempre più nel tempo, le risposte al bisogno.