Quale può essere l’inizio migliore per una bella storia? Forse sapere che a scriverla siamo stati noi con le realtà incontrate nel corso del 2022, di territorio in territorio.
A Bergamo, degli spazi hanno preso vita: sono muri di corridoi e stanze di ospedale che si sono arricchiti di immagini per coccolare i piccoli degenti ma anche caldi appartamenti per genitori che la cura dei figli ha portato lontano da casa. Ed è proprio una casa, quella che mamme sole con bambino possono avere a Varese, per ritrovare la speranza e un posto nel mondo.
Un percorso di musicoterapia e un intervento precoce rispetto alla diagnosi, hanno connesso Torino e Roma, dove abbiamo aiutato bimbi e ragazzi con autismo, nell’espressione delle loro emozioni, nell’interazione con quanto li circonda.
Tra Cernusco e Brescia, ci stiamo impegnati affinché giovani con disabilità sperimentassero condizioni di vita autonoma: dal vivere soli in appartamento all’imparare un mestiere; affinché avessero occasioni di socializzazione e aggregazione in quel di Padova e potessero praticare uno sport come il Karate a Lecco.
Perché ci sia vera inclusione è importante conoscere, sapere. Proprio per questo a Verona abbiamo raccontato nelle classi elementari come, davanti alla compagna con sindrome di down, sia sbagliato spaventarsi: ognuno di noi, se ci pensiamo bene, è tanto diverso dall’altro, quanto speciale.
Quello che una bella storia sa fare è condurre in posti che non sapevamo possibili. E così, siamo anche atterrati in una cartoleria che dona zaini e libri di studio, quaderni e pennarelli a piccoli e giovani studenti le cui famiglie stanno attraversando difficoltà economiche; siamo entrati in una redazione composta da ragazzi autistici con un particolare talento nel campo dell’illustrazione e della scrittura; abbiamo preso parte ad un coro per memorie fragili nel quale cantano malati di Alzheimer e i loro familiari.
Ecco, quello che possiamo dire delle belle storie è che tendono a non stare sole ma in compagnia, come la Community.